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Manifesto in nome della Maestà cristianissima di Luigi XVII re’ di Francia, e di Navarra, e da parte di tutti i capi delle armate cattoliche, e realiste

Senza luogo e data [ma 1793]. 8 pagine. 18×11,5 cm.
Lievi bruniture e fioriture; una macchiolina presso il margine interno.

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Opuscolo originale, di assoluta rarità. Ne risultano censite tre sole copie nei fondi bibliotecari italiani.
Il fascicolo riporta il manifesto pubblicato dai comandanti dell’esercito realista il 27 maggio 1793, “Anno primo del Regno di Luigi XVII”, presso il quartier generale delle armate della Vandea a Fontenay-le-Comte, seguito dalla “Proclamazione dei capi dell’armata cristiana”, diramato a Clisson il 16 giugno 1793.

Le guerre di Vandea furono una serie di conflitti civili scoppiati al tempo della Rivoluzione francese e proseguiti durante l’impero napoleonico, che videro le armate monarchiche contrapporsi dapprima al governo rivoluzionario repubblicano e successivamente a quello imperiale. 
La prima insurrezione ebbe inizio nel marzo 1793, allorché la Convenzione nazionale ordinò la leva obbligatoria per 300.000 uomini da inviare al fronte, e proseguì per i successivi tre anni, con brevi tregue durante le feste come il Natale e la Pasqua. Il periodo più acuto degli scontri, in cui spesso gli insorti ebbero ragione delle truppe repubblicane, terminò con la vittoria di queste ultime nella battaglia di Savenay. La repressione, compiuta tra l’estate del 1793 e la primavera del 1794 ad opera delle truppe repubblicane regolari e da reparti di volontari, fu particolarmente feroce e non risparmiò la popolazione civile; a giudizio di alcuni storici, essa costituirebbe il primo genocidio della storia contemporanea. Gruppi armati vandeani continuarono tuttavia a combattere per quasi un anno e una tregua vera e propria si ebbe solo nella primavera del 1795, con la pace di La Jaunaye.
In quel periodo si diffusero in Italia alcuni opuscoli contenenti proclami e notizie sulla guerra in Vandea. In questa regione, fino al giugno 1795, gli atti del governo realista furono emanati in nome di Luigi XVII.
Il 24 giugno 1795 ebbe inizio la seconda guerra di Vandea, che terminò l’anno successivo; la terza guerra durò solo tre mesi, dal 26 ottobre al 17 dicembre 1799. La quarta cominciò nel marzo 1813, dopo la ritirata di Napoleone dalla Russia, ed ebbe una pausa quando, a seguito della sconfitta dell’Imperatore a Lipsia (ottobre 1813) e della sua abdicazione (aprile 1814), salì al trono Luigi Stanislao Saverio di Borbone, con il nome di Luigi XVIII. La guerra riprese il 15 maggio 1815 a seguito del ritorno al potere di Napoleone (i cosiddetti “Cento giorni”) e terminò il mese successivo quando, dopo la battaglia di Waterloo, Luigi XVIII ritornò sul trono di Francia.

Luigi Carlo di Borbone (Versailles, 1785 – Parigi, 1795), terzo figlio (secondo maschio) di Luigi XVI di Francia e di Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, fu insignito alla nascita del titolo di duca di Normandia. Dopo la morte del fratello maggiore Luigi Giuseppe, avvenuta nel 1789, divenne il nuovo delfino di Francia; sancita dalla costituzione francese del 1791 l’abolizione di questo titolo, fino al 1793 fu semplicemente Luigi Carlo, principe reale. Dalla morte del padre (21 gennaio 1793) fu considerato re di Francia e di Navarra col nome di Luigi XVII dai monarchici francesi e dalle corti europee, sebbene per la sua condizione di prigioniero dei repubblicani non regnasse mai effettivamente. Liberato dopo la caduta di Robespierre (luglio 1794), Luigi Carlo si spense un anno dopo, l’8 giugno 1795, all’età di soli dieci anni, a causa della salute irrimediabilmente compromessa dalla dura prigionia patita nella Torre del Tempio. Il medico legale che accertò le cause della morte riuscì a prelevare il cuore del giovane delfino: custodito come una reliquia, passò di mano in mano finché, ormai pietrificato, trovò la sua collocazione finale in un’urna di vetro conservata nella basilica di Saint-Denis.

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