LAZZARELLI, GIOVANNI FRANCESCO

La Cicceide legittima. Nuova edizione accresciuta d’alquanti sonetti

€ 120,00

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Descrizione prodotto

All’Haja: 1766. 224 pagine. 16×10 cm.
Rilegatura coeva in cartoncino marmorizzato con qualche piccolo strappo, leggermente allentata. Tassello e piccole mancanze al dorso. Interno molto buono, con lievissime fioriture. Pieghine agli angoli superiori. [M137]

Graziosa edizione di uno dei classici della poesia burlesca seicentesca.

Giovanni Francesco Lazzarelli (Gubbio, 1621 – Mirandola, 1693), giurista e fine letterato, dopo la laurea in diritto conseguita nel 1640 presso l’Università  di Perugia, ricoprì importanti incarici pubblici  ad Urbino, Pesaro, Perugia, Macerata, Bologna, Mirandola, Ferrara e Roma. Uomo dal multiforme ingegno e dalla fervida fantasia coltivò anche le lettere. Durante il suo soggiorno a Macerata ebbe modo di conoscere il lucchese Bonaventura Arrighini che, a causa del suo aspetto ”ridicolo”, divenne bersaglio di alcuni suoi versi. I componimenti, a causa del loro contenuto burlesco, licenzioso e sboccato, non furono destinati alle stampe e, nelle intenzioni dell’autore, dovevano circolare solo  nella ristretta cerchia delle sue  amicizie. Nel 1688 Lazzarelli venne però a sapere che i suoi versi, raccolti sotto il titolo di Cicceide (”Don Ciccio” era il nome che egli aveva dato all’Arrighini) erano stati stampati, senza il suo consenso, dall’editore Poletti,  per iniziativa di Francesco Coli, un prete di Lucca residente a Venezia. Data la natura scabrosa di quei componimenti, Lazzarelli cercò di impedirne la circolazione, ma inutilmente. Poté soltanto sollecitarne dal Sant’Uffizio la messa all’Indice, cosa che avvenne il 29 maggio 1690. Dopo essere stato eletto, il 18 settembre 1691, membro dell’Arcadia col nome di Altemone Sepiate, Lazzarelli volle revisionare e ristampare la Cicceide che, col titolo di La Cicceide legitima uscì, nel 1692, divisa in due parti: ”Le Testicolate” e ”Le Sghignazzate”. Da allora venne piu’ volte ristampata, incontrando sempre favorevoli giudizi tanto da essere considerata uno  degli emblemi della poesia lirico-satirica seicentesca di stampo burlesco ed erotico.

Informazioni aggiuntive

Peso 150 g