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R. P. D. Millino Romana filiationis quo ad matrem. Pro Ill.mo D. Don Francisco Sforzia Caesarini. Cum Ill.ma D. Faustina Maratti. Restrictus facti, et iuris in secunda propositione cum summario additionali.

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Descrizione prodotto

Romae: Ex Typographia Rev. Cam. Apostolicae, 1744. 24 pagine. 27×20 cm.
Brossura coeva con pieghe, piccoli strappi e alcune mancanze. Fioriture e bruniture all’interno. Una piccola lacuna sul margine inferiore degli ultimi due fogli. [F0321]

Faustina Maratti, o Maratta (Roma, 1679? – Ivi, 1745), figlia naturale del noto pittore marchigiano Carlo Maratta attivo nella seconda meta’ del Seicento, fu donna dal multiforme ingegno versata nelle lettere e nelle arti. Nel 1704 fu ammessa in Arcadia dove conobbe l’imolese Giovan Battista Felice Zappi, sposandolo l’anno successivo. Le loro dimore di Roma ed Albano divennero punto di riferimento costante per artisti ed intellettuali di ogni genere e nazionalita’. In gioventu’, mentre si trovava a Genzano con il padre, venne assiduamente corteggiata da Giangiorgio Sforza Cesarini, figlio cadetto del Duca di Genzano. I suoi continui dinieghi portarono all’esasperazione il giovane che alla fine la rapi’. Una volta liberata la questione si concluse con la condanna di Giangiorgio, morto contumace nel 1719. Nel 1728 Faustina venne citata in giudizio da un giovane di nome Francesco, che sosteneva di essere frutto della sua relazione giovanile con Giangiorgio, con pretesa di riconoscimento. La questione si trascino’ fino al 1744, quando le istanze del giovane furono definitivamente respinte. Questo documento, di estrema rarita’, e’ la sentenza definitiva dalla Rota romana del 1744, nell’occasione presieduta dal Decano Mario Millini.

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Peso 100 g